Musica moderna

200 gruppi per 70 giorni di musica. E’ l’ 11° edizione della festa della musica promossa dall’Arci. Un’occasione per ascoltare buona musica e riflettere sulle leggi che dovrebbero garantire cultura per tutti.
La tradizionale festa d’ inizio estate, si accompagna, quest’anno, ad una raccolta firme per una nuova legge che vada ad agire sulle ormai decennali questioni che rischiano di arenare una pur viva e dinamica realtà musicale del nostro paese. «La legislazione vigente, per molti aspetti ferma al 1.800, è inadeguata a interpretare le dimensioni musicali in continua evoluzione.» spiega Flavio Mongelli responsabile del coordinamento cultura dell’ Arci.
Si spera che, a seguito della conferenza di fine giugno durante la quale verrà presentata da movimenti come l’Arci, Assomusica, Assoartisiti, AudioCoop., una proposta di legge in merito, le istituzioni si impegnino a riscriverne le regole. «Il discorso sul Welfare, sulle strategie del benessere deve ampliarsi alla cultura, deve cioè garantire a tutti i cittadini di poter produrre e ‘consumare’ cultura» afferma Paolo Beni, presiedente dell’Arci.
In parlamento la commissione preposta, racconta l’on. Pietro Folena, sta lavorando su due temi in particolare: precarietà a cui è costretto chi vive di musica e rimozione degli ostacoli che interdicono l’ accesso a quanti, fuori dal mercato, vorrebbero entrarvi.
Il messaggio lanciato dall’Arci «Liberiamo la musica» sembra essere stato accolto positivamente dall’On.Folena che si è detto pronto, una volta tenutasi la conferenza, a organizzare un’audizione con tutti i movimenti interessati per «delineare un percorso che porti a lavorare su una nuova legge».
Defiscalizzazione, riforma del diritto d’autore, semplificazione delle pratiche burocratiche, accesso ai luoghi dove produrre e fruire musica ed educazione musicale nelle scuole, i punti principali su cui intervenire. «Non è possibile» spiega Beni «che chi organizza un concerto in un centro sociale abbia le stesse incombenze di uno che lo fa alla Scala di Milano».
Quando si parla di diritti d’autore, il riferimento è alla Siae, a un sistema che continua a penalizzare le realtà indipendenti che spesso coincidono con quelle più innovative nel panorama musicale italiano. «La Siae» suggerisce Mongelli «dovrebbe reinvestire parte del denaro che raccoglie nella promozione dei soggetti musicali più penalizzati dalle logiche di mercato».
Proprio sulle note di una musica che supera le classificazioni in generi e si apre a diversi percorsi culturali, si strutturano i concerti previsti nei circa 70 giorni di festa della musica.

Tra i vari festival in programma: Ferrara sotto le stelle, (Piazza castello 24 giugno-21 luglio) che dal 1996 propone accanto ad artisti internazionali (Ivano Fossati, Afterhours) gruppi emergenti. Nella Capitale è invece in corso «Roma incontra il mondo»(14 giugno-6 agosto) dove si alternano ritmi cubani, melodie gitane (Acquaragia drom) e suoni della tradizione popolare mondiale e italiana ( Roy Paci,Frank London, Boban Marcovic & Orkestar etc.:).
Ancona e Sarajevo, accomunate dal loro status di crocevia tra le civiltà d’Oriente e d’Occidente, ripercorrono queste comunanze nel festival Klezmer con artisti come Moni Ovadia (28 settembre-15 ottobre).
Asia, Africa e America Latina sono invece protagoniste de La notte di San Lorenzo (Milano 18 – 23 luglio) alla cascina Monluè dove si esibiranno: Airto Moreira, Chairamne Néville, Misirli Ahmet, Martha Galagarra, Seidou. Tre giorni di rock con artisti emergenti e realtà indipendenti affermate quali i Giardini di Mirò, Crystal Lake, Bugo ed altri, sono in calendario a Bari (Giovinazzo 29-31 luglio).
A Genova nell’ambito di Play: peopole can play, ai concerti, tenutisi dal 15 al 20 giugno, si sono affiancati dibattiti sul free software con Richard Stallman e sul superamento del copyright.

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