In barca contro i rigassificatori

Trieste non ci sta e dice no ai due progetti di rigassificatori, previsti nel golfo e vicino a Muggia, con una grande manifestazione svoltasi sabato 1° luglio davanti alla sontuosa piazza Unità, sede del Comune e del palazzo provinciale.
“È stata una bellissima manifestazione – dice Arnaldo Scrocco, portavoce del combattivo Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste – hanno partecipato più di quattrocento persone: sia il Molo Audace che il mare antistante erano pieni di gente che voleva dichiarare il proprio no ai due rigassificatori”. Oltre alla goletta di Legambiente, erano presenti le imbarcazioni dei pescatori giuliani, sloveni, croati; numerose barche a vela, provenienti dal Veneto, dalla Slovenia e dalla Croazia, hanno occupato lo spazio marino davanti a piazza Unità regalando un bellissimo colpo d’occhio alle numerose persone che affollavano il Molo Audace.
“Il tempo ci ha aiutati – prosegue Scrocco – regalandoci una bellissima giornata di sole e vento”. Scrocco è molto soddisfatto dei primi riscontri che giungono grazie all’incessante lavoro del Comitato. “Stiamo raccogliendo i risultati di un lungo periodo di attività e di mobilitazione sui due progetti, Endesa e Gas Natural–dice–numerose testate giornalistiche, sia della carta stampata che della televisione, si sono interessate a noi e alla nostra battaglia”.
La mobilitazione del 1° luglio è solo l’ultima di una ricca serie di iniziative messe in atto dal Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste e dalle altre associazioni ambientaliste triestine, come Legambiente e Wwf. Il 6 giugno, in un’affollata assemblea pubblica a Muggia, sono stati illustrati i motivi che hanno spinto i cittadini della Venezia Giulia ad attivarsi contro quello che appare come un sopruso e un’imposizione dall’alto, senza la consultazione dei cittadini.
I progetti in questione riguardano due rigassificatori, uno off shore e uno on shore: il primo, della Endesa, dovrebbe sorgere davanti alla costa tra Grado, Pirano e Trieste, mentre il secondo, terreste, è previsto nel vallone di Zaule, nella cosiddetta zona ex- Esso nei pressi di Muggia, a pochi chilometri dal confine italo – sloveno. I due impianti avrebbero una capacità di rigassificazione pari a 8 miliardi di metri cubi all’anno e darebbero vita a un traffico marittimo di notevole impatto per il golfo di Trieste. I problemi maggiori, ben evidenziati dal Comitato e dalle associazioni, riguardano l’inevitabile alterazione dell’ecosistema marino e il pericolo di possibili attentati, soprattutto per quanto riguarda l’impianto a terra, molto vicino a una zona densamente abitata.
Il Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste ha recentemente inviato una lettera al governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, e al Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, entrambi strenui difensori dei progetti: nello scritto vengono messe in evidenza le procedure adottate da Regione e Comune, noncuranti dell’opinione pubblica e dei dispositivi previsti dall’Agenda 21, dalle direttive Seveso e dallo Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia che sancisce il valore costituzionale concesso alle autonomie locali.
Denunciando la “cultura del profitto” alla base dei due progetti, il Comitato chiede un incontro tra cittadini, tecnici ed istituzioni per affrontare seriamente la questione e seguire le procedure corrette e democratiche previste.
La battaglia contro i rigassificatori è solo all’inizio.

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