Tav in Mugello: un decennale grottesco

Oggi ricorrono dieci anni esatti dal giorno dell’inaugurazione del primo cantiere Tav della tratta Bologna-Firenze, al Carlone, nel comune di San Piero a Sieve.
Ma la linea per i treni ad Alta Velocità fra Firenze e Bologna sarebbe dovuta entrare in funzione nel 2003….

10 luglio 1996: dopo quasi un anno (!) dalla chiusura della conferenza di servizi viene inaugurato il primo cantiere per l’Alta Velocità ferroviaria fra Firenze e Bologna. A festeggiare l’evento, Vannino Chiti (presidente della Regione Toscana), Lorenzo Necci (amministratore delegato delle Ferrovie), Franco Carraro (presidente della Impregilo SpA), Claudio Burlando (ministro dei Trasporti).
10 luglio 2006: i lavori che Claudio Martini, attuale presidente della Regione Toscana, ha definito ‘un modello operativo di efficienza e rispetto per ambiente e sicurezza’ risultano drammaticamente fermi al palo’.
I “supertreni” avrebbero dovuto iniziare a correre sotto l’Appennino nel 2003, ma sono ancora fermi in stazione. Sessanta chilometri di tunnel a una sola canna in cui sarebbero destinati a incrociarsi convogli lanciati a trecento chilometri orari risultano tuttora privi della galleria parallela di soccorso. Persino una galleria già costruita fra Scarperia e Firenzuola, in Mugello, ha bisogno di soccorso: da oltre un anno il consorzio di grandi imprese realizzatore della “Grande Opera” ne sta demolendo e ricostruendo tratti progressivamente più lunghi, con consistenti disagi anche notturni per la popolazione residente.
L’intervento si è via via esteso da un tratto di 150 metri, a 600 metri, poi a 1400. L’ultimo rapporto Arpat ricevuto da Idra lo scorso 5 luglio evidenzia che “i tecnici Cavet non hanno escluso la possibilità , qualora se ne verificasse la necessità, che il tratto possa essere ulteriormente esteso”!
Intanto, almeno 115 milioni di metri cubi di acqua di montagna sono stati intercettati dalla falda, e oltre 10 mila miliardi di vecchie lire di denaro pubblico (rispetto ai 2.100 annunciati inizialmente in project financing) sono stati intercettati dalle casse dello Stato….
Eppure Vannino Chiti (oggi ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali) ha affermato qualche mese fa, in qualità di coordinatore per le relazioni politiche e istituzionali della segreteria nazionale Ds, che “per controllo sull’impatto ambientale i 78 chilometri del tracciato (di cui 73 in galleria) rappresentano un esempio considerato a livello mondiale”, e ha definito “esemplare” la “collaborazione con le regioni Toscana ed Emilia Romagna, la Tav e il Cavet” (la Regione Toscana è parte civile nel megaprocesso penale in corso presso il Tribunale di Firenze che vede contestare al Cavet gravi reati ambientali e compromissione delle risorse idriche!).
Qualcuno pensa ancora di riproporre – in piena crisi dell’erario–questo modello Tav all’Italia intera?

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