Un conferenza stampa necessaria ma dolorosa, quella indetta da Un ponte per il giorno dopo il sequestro di Simona e Simona e dei loro due collaboratori iracheni. Un dolore contenuto, compresso e al tempo stesso pesante e incombente sugli operatori del Ponte e su compagni, amici, sodali delle due donne rapite e dell’associazione alla quale appartengono.
Fabio Alberti, il presidente, ha con forza sottolineato come le persone rapite siano quattro e che ogni possibile risorsa per la liberazione non può che riguardare tutte e quattro. Ha poi brevemente tracciato un profito di Un ponte per e delle due cooperanti e ha parlato di "rilascio senza condizioni” perché “non chiederemo mai la salvezza delle nostre compagne senza chiedere a un tempo la salvezza di un popolo”.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Alberti ha anche ribadito che l’esplosione di una granata, pochi giorni prima del rapimento, non era stata valutata, dalle stesse Simona e Simona, come un avvertimento ma che il loro rapimento è stato, invece, premeditato e mirato dal momento che i rapitori sapevano i nomi delle due donne e le hanno prelevate intenzionalmente.
Intanto si moltiplicano le mobilitazioni nel mondo e appelli per la liberazione stanno arrivando da ogni parte – dal Vietnam alla Cina, dalle comunità islamiche alle ong internazionali, e sta per essere sottoscritto dai premi Nobel per la pace un appello dello stesso tenore.
Quanto al versante istituzionale italiano, Alberti ha sottolineato come Un ponte per non può avviare trattative perché non saprebbe su che e con chi trattare ma ha aggiunto che “non interferirà con le trattative istituzionali”.
Annunciando infine le molte e differenti manifestazioni di solidarietà e affetto, Alberti ha posto l’accento particolarmente su quella che domani pomeriggio vedrà in pieno centro di Baghdad, sotto la sede di Un ponte per, i bambini e le madri che con Simona e Simona avevano intrecciato un grande rapporto.
Anche il Comitato Fermiamo la guerra è intervenuto per sottolineare alcuni aspetti e avanzare una proposta. Innanzitutto segnalando con fermezza la necessità che il governo si muova con rigore, serietà e discrezione “qualità” che sono venute a mancare fino ad oggi e in particolare nella tragica vicenda di Enzo Baldoni.
Il Comitato ha poi segnalato le manifestazioni spontanee che già in molte città si sono svolte e si svolgeranno anche oggi e domani, e ha dato appuntamento per venerdì alle 18 a Roma per una fiaccolata che da piazza Venezia arriverà fino in piazza Vittorio, sede di Un ponte per. Si tratta di un appuntamento deciso assieme alle associazioni e ai comitati romani che avrà una parola d’ordine centrale: “Liberate la pace”. E’ questa la richiesta che da molto tempo il popolo della pace fa e che ora diventa ancora più cruciale e urgente.






