Gentile redazione di Carta,
da libraio non posso che essere contento dello scambio di opinioni e di proposte sul mercato del libro che Carta si è fatta carico di portare avanti.
Ho letto con molta attenzione i vari interventi apparsi sui numeri 27 e 28 e provo a fare delle considerazioni.
In primo luogo vorrei spendere delle parole sulla soluzione del conto deposito che, mi è sembrato di intendere, non riscuota particolari consensi da parte di alcuni editori intervenuti (mi riferisco agli interventi di Wanderlingh sul n° 27 e di Sinigaglia sul n° 28).
Dal mio punto di vista il conto deposito rappresenta il tempo giusto,la lentezza necessaria per riuscire a far emergere la qualità dei libri e della casa editrice.Bisogna credere in quel progetto per proporre a più persone possibili autori e idee diverse da quelle propagandate a suon di pagine sui maggiori quotidiani.
Per questo motivo penso che la proposta di Wanderlingh di concedere da parte degli editori un punto di sconto in più in percentuale ai piccoli librai, non sposti in maniera significativa il problema: non è lo sconto, ma l’idea del progetto a doverci invogliare.
Per evitare che la lentezza da me auspicata venga applicata anche al pagamento dei conti deposito (lato negativo individuato da Wanderlingh e Sinigaglia), non bisogna fare altro che mantenere una scadenza fissa, per esempio trimestrale (che si avvicina al classico “60 giorni” di un qualsiasi pagamento tra libraio e grossista): io lo sto facendo con alcune case editrici con reciproca soddisfazione.
La proposta di coinvolgere nel progetto le librere di catena come Feltrinelli non mi trova d’accordo per i motivi che ho esposto sopra; svolgiamo due compiti/mestieri diversi, noi i librai e loro i venditori di libri.
Infine un auspicio,vorrei che qualche libraio in più si facesse vivo, in fondo stiamo parlando della nostra sopravvivenza.
Vi ringrazio e saluto cordialmente.
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