Accadono cose strane nella periferia di Roma. Una quarantina di persone armate di bastoni e coltelli tenta di attaccare nella notte di mercoledì 19 una piccola baraccopoli a Ponte Mammolo, sulla via Tiburtina, a due passi dal carcere più affollato d’Europa, Rebibbia. Qualche giorno prima, alcuni di quei quaranta avevano lanciato due bottiglie incediarie che solo per caso non hanno bruciato la tenda nella quale dormivano due bambini rom con i loro genitori.
Negli stessi giorni, a poche centinaia di metri, nel Parco Meda, due piccole associazioni decidono di promuovere, praticamente a costo zero, una fiera nazionale dell’editoria indipendente, per giunta sui temi della pace, con il sostegno di Carta e della Vicepresidenza del Municipio V di Roma. Il primo dibattito organizzato alla Fiera è stato “Immigrazione: Italia, un paese dai vetro sporchi”.
Lo stesso territorio, dunque, mostra volti di violenza e razzismo, ma anche la capacità di ricostruire dal basso legami sociali e di proporre iniziative culturali importanti. Si potrebbe anche aggiungere che lo stesso territorio è segnato dal passaggio della Tav e dalla continua apertura di centri commerciali, ma anche dalla vivacità di esperienze sociali come La Torre, Strike, il Cantiere sociale Decolliamo, la bottega del commercio equo Tutti giù per Terra o le cooperative Binario etico e Cacciarella.
Le periferie delle grandi città, lo sappiamo, non sono tutte uguali: i quartieri lungo la via Tiburtina hanno storie, caratteristiche sociali e urbanistiche diverse da quartieri come Scampia di Napoli o le Piagge di Firenze, ma non c’è dubbio che sono molte anche le affinità. L’atteggiamento dei rappresentanti del nascente Partito democratico, ad esempio, sembra essere ovunque lo stesso e dimostra chiaramente che i pezzi del Pd artito che rivendicano origini nella sinistra o nel cattolicesimo demcratico hanno abdicato alla loro vocazione di difendere i più deboli, i più poveri.
Esiste però almeno un’altra affinità che merita di essere segnalata e riguarda soprattutto media e istituzioni: è l’incapacità di osservare e sostenere chi nei territori sperimenta altre idee di politica e di società. Anche per questo, Carta e Intra Moenia hanno deciso di promuovere l’incontro “Il cerchio di inchiostro. Idee e proposte per creare una rete tra editori indipendenti, librai, bibliotecari, operatori culturali e lettori” all’interno della Fiera al Parco Meda [sabato 22 settembre, alle 18]: la sopravvivenza dell’editoria indipendente e la sua capacità di legarsi ai territori, sono ingredienti che possono favorire la circolazione di culture “altre”, cioè culture di pace e antirazziste.
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