Mentre dalle pagine di Repubblica l’ambasciatore statunitense Ronald Spogli afferma che «su Vicenza mi pare di poter dire che stiamo gestendo molto bene la cosa con il governo italiano: sono state decise delle modifiche, ci sarà un’aggiunta di costi che sosterremo, e lo faremo innanzitutto lavorando con la comunità locale», i lavori di «bonifica» al Dal Molin sono iniziati. E la comunità vicentina, per l’appunto, si appresta a scendere in piazza per una fiaccolata sabato 27 ottobre [ore 17,30 al presidio], per «chiedere che la moratoria sulle nuove strutture militari, promessa mesi fa dal comitato dei 170 parlamentari contrari al Dal Molin, sia resa effettiva dal Parlamento italiano entro due settimane», si legge nell’appello del Presidio permanente. E per ribadire la legittimità del presidio permanente, preso di mira da un durissimo attacco della giunta comunale, che, ridotta alle ultime cartucce, tenta di criminalizzare il movimento. L’appello lancia anche un ultimatum di sette giorni al Commissario Costa sulle bonifiche belliche. L’appuntamento di sabato apre una stagione di iniziative a vicenza verso il 14, 15 e 16 dicembre, quando da tutta Europa arriveranno per partecipare alla manifestazione contro la guerra e le installazioni militari, per la difesa dei beni comuni e la realizzazione di nuove pratiche di democrazia.
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