La favola delle «discariche provvisorie»

Un sito di stoccaggio di rifiuti «provvisorio» per sua definizione ha un termine.
Quello per Taverna del Re a Giugliano, in provincia di Napoli, era stato fissato dal Senato al 31 ottobre. «Invece il territorio di Giugliano viene ancora sfruttato per depositare migliaia di tonnellate di rifiuti, per i quali non sappiamo ancora la reale destinazione», dicono le associazioni ambientaliste locali che oggi, alle 17, hanno organizzato un sit-in di fronte ai cancelli del sito.
Loro spiegano: «Le lotte del passato ci insegnano che non bisogna mai abbassare la guardia» e gli esempi campani lo sottolineano. Ultimo quello di Serre, in provincia di Salerno, dove una grande mobilitazione cittadina ha scongiurato l’apertura dell’ennesima discarica.
«Non posso dirvi ora quando sarà chiuso il sito di stoccaggio temporaneo – ha dichiarato Prefetto Alessandro Pansa, neo Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania–ma vi assicuro che entro la fine dell’anno saranno individuati siti alternativi». Staremo a vedere dove saranno individuati i «siti alternativi» e che fine faranno le «ecoballe». Per loro «l’unica strada possibile–ha detto Pansa–sarà quella dell’inertizzazione e la sistemazione in vecchie cave». Invece saranno inceneriti centinaia di migliaia tonnellate di rifiuti sparsi per la regione, visto che di raccolta differenziata non se ne parla ancora.
Allo scopo entro l’anno entrerà in funzione l’inceneritore di Acerra e non sarà il solo perché per «chiudere» ciclo dei rifiuti campani se ne vorrebbe realizzare un altro, a Santa Maria la Fossa, nel casertano in un’area dove, tra l’altro, è localizzato il 40 per cento del patrimonio bufalino della provincia.

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