E’ un grande successo lo sciopero generale di otto ore proclamato martedì da Fiom, Fim e Uilm per chiedere il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, scaduto da quattro mesi. Secondo i dati del sindacato, l’adesione è stata altissima in tutta Italia, con punte del 70 per cento a Mirafiori e alla Powertrain di Torino, ma anche del 90-95 per cento nelle aziende dell’indotto automobilistico della provincia piemontese.
La protesta non si è limitata allo sciopero. Almeno 10 mila persone hanno sfilato in corteo a Torino e altrettanti hanno manifestato in diverse aree industriali del Veneto, come Castelfranco, Porto Marghera, Treviso. Tremila operai hanno manifestato a Vicenza e almeno cinquemila a Padova. Cortei anche a Genova e Venezia. Ad Ancona, invece, 500 operai hanno bloccato il traffico vicino la sede dell’Assindustria. Nei comizi dei segretari di Uilm, Fim e Fiom è stata attaccata la politica di Confindustria e in particolare della Fiat. Lo sciopero è scattato dopo la decisione dell’amministratore delegato della Fiat Marchionne, seguito poi da altre aziende, di «anticipare» 30 euro di aumento in busta paga. «Una mancia», hanno detto i segretari di Uilm, Fim e Fiom, che di fatto intralcia la vertenza nazionale perché mina l’idea stessa di contratto collettivo.
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