Dalle 13 di martedì alle 20 di mercoledì i 914 lavoratori della Vodafone a rischio esternalizzazione votano sull’accordo firmato dai sindacati confederali. Dalle prime assemblee, sembra prevalere il no, anche se è difficile fare previsioni. Alessandro Genovesi, della segreteria nazionale Flc-Cgil è stato contestato nell’assemblea tenuta martedì mattina a Roma. Erano presenti almeno 200 dei 273 dipendenti Vodafone Roma che rischiano di essere esternalizzati e le contestazioni più decise sono venute dai tanti lavoratori con la tessera della Cgil. Più di uno ha promesso che avrebbe strappato la tessera, per protestare contro il modo in cui i sindacati confederali hanno «tradito» le indicazioni dei lavoratori in lotta. Ancora più calde si annunciano le assemblee di Ivrea e Napoli, due degli altri centri Vodafone dove sono concentrati i dipendenti da esternalizzare. Il referendum è un test importante per misurare, in tutto il settore, la «qualità» delle mobilitazioni. Oltre ad aver sfilato il bavaglio della censura mediatica indotta dalle ricche inserzioni pubblicitare della multinazionale, i lavoratori sono riusciti a far uscire allo scoperto anche il governo che, dopo la firma dell’accordo tra le segreterie sindacali e l’azienda, aveva parlato di «caso esemplare». La smentita potrebbe arrivare dalle urne, mercoledì sera.
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