In quattro delle cinque sedi Vodafone Italia interessate dal progetto di esternalizzazione di 914 lavoratori sono in corso le assemblee dei lavoratori e le operazioni di voto sull’accordo chiuso, senza mandato da parte dei lavoratori, dalle segreterie sindacali confederali. A Roma, Ivrea, Pisa e Milano si voterà fino alle 20 di mercoledì. Le cose, però, si sono complicate a causa della situazione del call center di Napoli, dove lavorano 90 persone a rischio esternalizzazione. Poiché nella struttura del call center non c’è lo spazio per assemblee con molte persone, è stata individuata una sala esterna all’azienda, disponibile però solo venerdì e lunedì. Per cui, a Napoli, il voto slitta fino a lunedì sera. A questo punto, mercoledì mattina, i delegati Slc Cgil di Roma hanno chiesto, a nome dei lavoratori, di non aprire le urne delle altre quattro sedi fino a quando anche Napoli non avrà votato. Per tutta risposta, la segreteria regionale del Lazio della Slc Cgil, a nome anche delle altre segreterie, hanno risposto di no. Una scelta inspiegabile, che mina la credibilità del referendum. Se non ci saranno ripensamenti nel corso della giornata, c’è la possibilità che stasera alle 20 saranno aperte le urne di Ivrea, Pisa, Milano e Roma e che, quindi, in caso di testa a testa tra il sì all’accordo e il no, siano i novanta lavoratori di Napoli a decidere per tutti gli altri.






