L’URANIO ARRICCHITO è la materia prima per i tentativi di terrorismo nucleare», sostiene Bush dopo l’11 settembre. Secondo il presidente degli Stati uniti il modo migliore per prevenire il «terrorismo nucleare» è la messa in sicurezza e la rimozione dei materiali nucleari, il cosiddetto «decommissioning».
In Italia si torna a parlare di nucleare e il dibattito, dal referendum abrogativo dell’87, non è mai stato così presente sia nelle cronache che nelle disquisizioni politiche.
A Nova Siri, in provincia di Matera, territorio interessato dal «decommissioning» di cui tanto parla Bush, il 13 e 14 maggio i Cobas e l’Osservatorio antinucleare hanno organizzato una due giorni di incontri e dibattiti contro il nucleare, «per cercare di contrastare l’ascesa della lobby trasversare dell’atomo» si legge nella presentazione del convegno nazionale. Interessante ad esempio sarà il dibattito sul «Ruolo della proliferazione nucleare ‘orizzontale’ e ‘verticale’ negli attuali scenari geoenergetici e nella strategia statunitense della ‘guerra permanente’» con Angelo Baracca, docente di Fisica dell’Università di Firenze e membro del Comitato Scienziati contro la guerra, che da tempo si occupa di problemi che riguardano gli armamenti. Il dibattito è previsto per domenica 14 nella palestra della scuola media «Luigi Settembrini».
Scegliere di organizzare una due giorni sul nucleare proprio a Nova Siri non è stato proprio un caso. Qui vicino, precisamente a Trisaia di Rotondella, c’è l’impianto Itrec, attualmente gestito dall’Enea.Vi sono stoccati circa 2.700 metri cubi di scorie e soprattutto 64 elementi di combustibile ir-raggiato [1,7 tonnellate] provenienti dalla centrale americana di Elk River, nel Minnesota, oltre che 2,7 metri cubi allo stato liquido del prodotto finito delle operazioni di riprocessamento effettuate. Sempre a proposito di «decommissioning», da circa due anni qui si concentra il lavoro del Tavolo regionale della trasparenza sul nucleare che ancora non ha avuto dalla Sogin [Società gestione impianti nucleari che si occupa dell’operazione, guidata dal generale Carlo Jean] risposte concrete sulla sistemazione in sicurezza delle scorie.
Altra questione importante è quella della costruzione del «sito unico» per lo smaltimento e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi che dovrebbe nascere a Terzo Cavone, comune di Scanzano Jonico, sempre in provincia di Matera.
Questa opzione, avversata dagli ambientalisti e dai cittadini, potrebbe riaprire concretamente l’opzione nucleare in Italia. Si discuterà anche della probabile costruzione di una centrale nucleare «sperimentale» a fusione a caldo nel comune di
Ferrandina [Matera] di cui parlerà il 13 il giornalista Antonio Massari.
Così mentre nella Spagna di Zapatero chiude i battenti la più vecchia delle centrali nucleari, «Jose Cabrera» di Zorita [Guadalajara], e Germania e Svezia dichiarano di voler abbandonare il nucleare, oggi l’Italia è decisamente in controtendenza.






