IL13 MAGGIO si è svolto a Civitavecchia l’incontro «Energia sociale», promosso dal Comitato No Coke dell’Alto Lazio e da Carta, a cui hanno preso parte il Comitato di Livorno-Pisa contro il Rigassificatore OffShore, il Coordinamento Provinciale dei Comitati per la Difesa dell’Ambiente del delta del Po, il Comitato Malagrotta di Roma, oltre a Serge Latouche, Andrea Masullo e Paolo Cacciari [i cui interventi sono nel numero del mensile Carta Etc. in uscita questo sabato].
È stata un’occasione per discutere sulla situazione energetica nazionale e sull’opposizione delle popolazioni locali agli impianti di produzione di energia con l’uso di combu- stibili fossili, di impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e di quelli per i rifiuti industriali, o anche di combustione dei rifiuti in cementifici o centrali a carbone. Quel giorno si è deciso di lanciare un appello, sottoscritto dai comitati locali che hanno costituito la «Rete nazionale contro gli impianti energetici a combustibili fossili e gli impianti di incenerimenti», oltre che da parlamentari, accademici, ambientalisti. Un appello al nuovo governo e al nuovo parlamento «perché si facciano carico di una serie di esigenze improcrastinabili».
Al primo punto, c’è l’urgenza di far uscire il paese dall’uso dei combustibili fossili. Al governo e al parlamento si chiede di avviare programmi di efficienza energetica ad esempio «negli edifici residenziali, industriali, commerciali e per i servizi, sia pubblici che privati», e c’è che anche la proposta di utilizzare le fonti energetiche rinnovabili e i sistemi di co-generazione [l’appello si può leggere e sottoscrivere sul sito di Carta]. Nel testo non poteva mancare il nucleare, in questo caso l’esclusione in modo netto del ritorno all’energia nucleare, «sia per ragioni sanitarie, che ambientali ed economiche che in riferimento alle strette relazioni tra nucleare civile e militare e ai rischi dell’uranio e del plutonio».
La proposta di moratoria è stata accolta bene da Alfonso Pecoraro Scanio che in una intervista rilasciata recentemente a Carta [n.20 del 2006] ha dichiarato come sia «necessario pensare che le grandi centrali non dovrebbero essere più costruite in assoluto, dal momento che il modello necessario ad ottimizzare l’uso di energia rinnovabile si basa sul modello della micro-cogenerazione diffusa». Sulla proposta della Rete, che Pecoraro Scanio ha fatto sua, Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel e promotore della riconversione a carbone della centrale Valdaliga nord di Civitavecchia, ha dichiarato: «No comment. Noi lavoriamo e contiamo di avviare il primo gruppo della centrale di Civitavecchia a inizio 2008».






