Sono 10 gli avvisi di garanzia notificati dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza ad 8 dirigenti, alcuni in servizio e altri in pensione, del Centro Enea di Trisaia di Rotondella [Matera] per traffico illegale di materiale nucleare.
Iscritti nel registro degli indagati compaiono anche due nomi che parrebbero appartenere alla ‘ndrangheta calabrese. Si tratta delle stesse persone che, secondo il Pm Francesco Basentini, sarebbero strettamente legate ad una vicenda raccontata in un memoriale da un boss pentito: altri traffici, questa volta legati allo smaltimento di 600 fusti di materiale tossico e radioattivo sepolti nelle campagne di Pisticci, alle porte di Matera, dove proprio in queste ore si scava per riportarli alla luce.
L’inchiesta, che parte da lontano nella metà degli anni novanta, si concentra anche sulla «produzione clandestina e traffico di plutonio e sostanze radioattive, traffico d’armi, violazioni di regolamenti relativi alla custodia di materiale radioattivo». Il «filone» del plutonio è quello che sembra scottare di più perché, pare, sarebbe stato trafugato dalla ‘ndrangheta e ceduto all’Iraq di Saddam Hussein in tempi non sospetti, cioè quando ancora era ancora in buoni rapporti con gli Stati Uniti. Dalla centrale di Trisaia, usata come deposito dalla criminalità, il plutonio partiva per raggiungere tutto il mercato internazionale.
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