Il Sole 24 ore, in un trafiletto pubblicato oggi dal titolo «Finanziaria: Cip 6 limitato a impianti attivi», sostiene che la modifica dell’articolo 30 approvato ieri in senato esclude gli impianti solo autorizzati e in costruzione dai benefici dei Cip 6 [incentivi alle energie rinnovabili e assimilate assegnati quasi esclusivamente a petrolieri e inceneritori]. Forse lo ha scritto per allertare i suoi interessati finanziatori, ma le cose non stanno esattamente così. In effetti, il senato ha deciso che l’attribuzione dei Cip 6 agli impianti non ancora operativi non è più automatica ma previa verifica. La verifica la fanno il ministero dello sviluppo economico e le commissioni parlamentari competenti entro tre mesi dall’entrata in vigore della finanziaria. I criteri della verifica non si conoscono, ma evidentemente terranno conto dei diritti, anche economici, acquisiti dai proponenti
degli impianti al momento dell’autorizzazione. Esistono procedure autorizzative che non tengono conto di un piano economico comprensivo
anche della voce incentivi statali? Se è no, è un bluff parlare di verifica.






