Si dovrebbe concludere tra mercoledì sera e giovedì mattina, forse senza voto di fiducia, l’esame della Finanziaria in senato. Le trattative sono serrate, per le possibili defezioni di una parte della maggioranza, anche se il governo ostenta sicurezza. Alla camera, intanto, prosegue l’esame del decreto fiscale collegato alla Finanziaria, che dovrebbe andare in aula stasera ed essere votato tra venerdì e lunedì. Tra i compromessi che la maggioranza sta accettando, in commissione bilancio della camera è stato bocciato l’emendamento che avrebbe modificato l’articolo 46 del decreto. Si tratta di rigassificatori: l’articolo 46 prevede una procedura semplificata e sostanzialmente in linea con la Legge obiettivo di Lunardi per gli impianti di rigassificazione, anche quando il progetto riguarda aree non industriali. Il gas si conferma quindi un argomento centrale per il governo, che, intanto, ha incassato mercoledì mattina, nel vertice bilaterale ad Alghero, la firma dell’accordo per la costruzione del Galsi, il gasdotto che collega l’Algeria alla Sardegna. I nuovi gasdotti e il sostegno, fiscale e burocratico, ai rigassificatori sono i due binari su cui il ministro Pierluigi Bersani intende far marciare il progetto di fare dell’Italia un «hub» europeo del gas. La minaccia della caduta del governo è il carburante per farlo andare avanti.
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