A Vado Ligure, ottomila abitanti in provincia di Savona, sta per cominciare un mese importante: dopo anni di discussioni e contestazioni, è ormai prossima l’approvazione di un progetto per un nuovo porto dato in concessione per cinquant’anni al colosso danese dei trasporti Maersk. Si tratta di una piattaforma faraonica di 250mila metri quadrati per un costo di 450 milioni di euro di cui 300 a carico pubblico, che consentirà l’attracco delle navi più grandi del mondo. Il progetto comporta, tra le altre cose, l’interramento dell’attuale golfo di Vado. Il territorio della cittadina ligure ospita già presenze industriali ad alto rischio ambientale e tre discariche, e qualcuno ha proposto anche di costruire una bella centrale a carbone. Comitati locali, associazioni ambientaliste e i Verdi liguri, dopo la raccolta d oltre due mila firme e la richiesta al sindaco di una consultazione popolare [richiesta mai presa in considerazione], hanno lanciato un sos nazionale per fermare lo scempio annunciato con enfasi nel sito Governo.it o nelle pagine del Secolo XIX e de La Stampa: numerosi incontri sono in programma nei prossimi giorni, come quello di giovedì 22 novembre alla Baia dei Pirati [ore 21]. Intanto, secondo la Cgil di Savona «la costruzione della piattaforma costituisce senza dubbio un’occasione di sviluppo da cogliere importante per il porto, la città di Vado e la Provincia». Amen.
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