Questa mattina attivisti di Greenpeace hanno fatto un’azione dimostrativa alla centrale Torre Valdaliga Nord, vicino Civitavecchia, che l’Enel sta convertendo a carbone. Otto «climbers» si sono arrampicati su una delle gru del cantiere e hanno aperto uno striscione che raffigura un paio di mutande e lo slogan «Kyoto: Italia in mutande» e altri striscioni più con scritto «no carbone» e «stop CO2». L’organizzazione eco-pacifista ha denunciato «l’atteggiamento irresponsabile» di Enel che, per fermare la protesta, «ha messo in pericolo la vita di un’attivista polacca, facendo muovere la gru mentre la ragazza si arrampicava».
Alcune decine di operai hanno però contestato l’azione di Greenpeace esponendo cartelli con su scritto «In piazza per la verità, basta bugie sulla salute, sì al carbone pulito», schierandosi a favore dell’Enel. «L’Italia si appresta a fallire miseramente gli obiettivi di Kyoto – ha spiegato Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace–La centrale di Civitavecchia aggrava ulteriormente il ‘deficit ambientale’ dell’Italia di oltre 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno». «Sulle fonti rinnovabili – conclude Onufrio –con i nuovi obiettivi e incentivi previsti in Finanziaria non arriveremo agli obiettivi fissati per il 2010».






