Dopo Bufalotta, Romanina. I costruttori continuano l’offensiva, a colpi di aumenti di cubatura e cambi di destinazione d’uso, contro il Piano regolatore approvato dal Comune nel 2003 e in attesa della ratifica da parte della Regione. Nel quartiere della Romanina, periferia sud della capitale [Municipio X], il Piano regolatore prevede una cosiddetta «centralità urbana», appaltata al noto imprenditore del mattone Sergio Scarpellini.
Il costruttore, non contento del milione e 130 mila metri cubi di previsti dal Piano, ha presentato al Comune e al Municipio una richiesta di aumento di edificazioni di 670 mila metri cubi; in cambio offre un contributo di 50 milioni di euro per il prolungamento della linea della metropolitana nella sua proprietà. Lo stesso schema della delibera scandalo della Bufalotta che prevede il cambio di destinazione d’uso per un milione di metri cubi, da attività produttive ad edilizia residenziale. Il fatto paradossale è che i 92 ettari della «centralità» Romanina sorgerà a due passi da un altro mostro urbanistico, quello di Tor Vergata: 560 ettari di terreni pubblici regalati ai privati per la costruzione del campus universitario, il policlinico e la futura città dello sport.






