E’ ufficiale: la procura della repubblica ha disposto, nella mattinata di ieri, il sequestro degli atti giudiziari relativi al progetto «di un impianto di risalita per l’accesso alla passeggiata archeologica e per la visita del museo nel Mastio della Rocca di Monselice». Il sequestro è avvenuto in seguito all’esposto predisposto da Francesco Miazzi consigliere comunale di Monselice e Paolo De Marchi consigliere provinciale, entrambi dei Verdi, e Gianni Sandon consigliere dell’ente del Parco dei colli Euganei, avevano inviato al Corpo Forestale dello Stato, al Comando dei Carabinieri di Monselice e Procura della Repubblica di Padova, con il quale avanzavano una richiesta di accertamenti. Nell’esposto si sottolineava che al momento mancava sia la stipula del contratto di appalto che l’approvazione del progetto esecutivo e quindi tali lavori dovevano ritenersi abusivi. Il progetto prevede la costruzione di un ascensore che svuoterebbe il Colle della Rocca a Monselice con un buco largo 30 metri quadrati, dal quale sarebbero estratti e poi venduti 4.500 metri cubi di trachite. Secondo Gianni Sandon l’ascensore serve solo a evitare un’incantevole passeggiata verso la vetta di un colle alto 120 metri dove sono conservati i resti dell’imponente mastio, il Torrione, voluto dall’imperatore Federico II di Svevia nella prima metà del XIII secolo.






