L’89 per cento della produzione di energia elettrica nella provincia di Roma, oggi, si concentra nel polo di Civitavecchia, con le due centrali di Torre Valdaliga nord [Enel, in corso di riconversione a carbone] e sud [Tirreno Power, a olio combustibile]. Nel 2020 «si prospetta una situazione di grande disparità tra energia elettrica prodotta in provincia e energia consumata, che porterebbe la provincia a esportare in centro Italia quasi la metà dell’energia elettrica prodotta». Sono solo alcuni dei dati contenuti nella «Proposta di piano energetico», voluta dalla vicepresidente dalla Provincia di Roma con delega alla tutela dell’ambiente, Pina Rozzo. Il documento parte dalla situazione attuale per costruire scenari che contemplano il contenimento dei consumi energetici e la valorizzazione delle risorse rinnovabili locali, finalizzati al rispetto del protocollo di Kyoto. Un cambiamento di sistema che «può avvenire solo attraverso un’ampia e attiva partecipazione democratica che condivida gli obiettivi, le azioni e gli strumenti necessari ad attuarlo». Per questo, Rozzo ha avviato una fase di consultazione territoriale finalizzata al recepimento delle osservazioni alla proposta. Dopo gli incontri a Manziana, Segni, Ariccia, Monterotondo, Roma e Tivoli, oggi è la volta di Velletri e domani di Civitavecchia [in Comune, alle 15].
Tags assegnati a questo articolo: energia






