Domani sciopero generale dei sindacati confederali. Si protesta per il rinnovo dei contratti e contro i tagli in Finanziaria alle risorse per il settore. «Il governo non riesce a sbloccare la vicenda del trasporto locale, di Alitalia, dei treni – ha spiegato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni – Questa iniziativa di sciopero è la logica conseguenza di ritardi inammissibili in tutti i settori di trasporto, tutti, proprio tutti». Nell’arco della giornata, insomma, si fermeranno aerei, navi, treni, autobus e metropolitane. E lo sciopero riguarda i lavoratori delle autostrade, dei porti e dell’Anas, del trasporto.
Intanto, questa mattina Legambiente e i pendolari hanno manifestato a Montecitorio. «Non accettiamo la beffa di nuovi tagli, per cui sparirà dalle linee più frequentate 1 treno su 4», spiegano. E reclamano i mille treni promessi e scomparsi. «Siamo di fronte a una Finanziaria ammazza-treni – denuncia Legambiente -I nuovi treni pendolari che erano stati previsti non hanno copertura economica. E adesso salta fuori anche l’ammanco di 425 milioni di euro per i contratti di servizio delle Regioni. Il che significa un taglio netto del 25 per cento rispetto a quanto previsto per il 2008. E proprio sulle linee pendolari piu’ calde». Sul prossimo numero di Carta settimanale, in edicola da sabato 1 dicembre, un’inchiesta sulla crisi di Trenitalia, azienda sospesa tra la liberalizzazione selvaggia e i folli investimenti pubblici per le Grandi opere.






