Hanno firmato in 500 la denuncia alla procura della repubblica contro la realizzazione dell’inceneritore-gassificatore all’interno della discarica di Malagrotta, nel municipio XVI di Roma. E’ l’ennesima iniziativa dei residenti di questa zona della capitale, già sotto pressione per la presenza di un numero esagerato di impianti: la discarica più grande d’Europa, una mega raffineria classificata ad alto rischio di incidente rilevante [Severo II], l’inceneritore di rifiuti ospedalieri, innumerevoli cave e sbancamenti. Esponendosi ancora una volta in prima persona, i residenti di Malagrotta-Valle Galeria chiedono sia il sequestro del cantiere e la sospensione dei lavori di costruzione del gassificatore, sia un’indagine sul rispetto delle procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica. «Chi vive nei pressi della discarica non può più bere l’acqua corrente e farsi la doccia», dicono esasperati i cittadini, ulteriormente allarmati dall’ultima ordinanza firmata a luglio di quest’anno dal commissario di governo per l’emergenza rifiuti nel Lazio, il presidente della Regione Piero Marrazzo. Si tratta della proroga fino a giungo 2008 [per ora] a conferire un milione 350 mila tonnellate di rifiuti in più nella discarica di Malagrotta, di proprietà del «padrone dei rifiuti nel Lazio» Manlio Cerroni, travolgendo il termine di legge del 31 dicembre 2007.






