Con il Piano di assetto del territorio, ma sarebbe molto più appropriato definirlo «Piano di Assalto del Territorio», la giunta Tosi si prepara ad aggredire urbanisticamente Verona. In sostanza, il Pat annulla il concetto di limite dell’espansione edilizia trasformando le aree agricole cosiddette residuali in zone di sviluppo e di espansione. Vanno così a farsi benedire tutti la tutela del paesaggio, la programmazione urbanistica e la salvaguardia delle aree verdi. Alcuni dei pochi pregi del Pat licenziato dalla precedente giunta di centrosinistra erano di avere rallentato la crescita del cemento. Criteri spazzati via dalla giunta Tosi che ha provveduto a togliere dalle norme tecniche di attuazione qualsiasi riferimento anche indiretto al «parco delle colline veronesi». Un privato che ha anche chiesto [e ottenuto!] lla restrizione dei confini anche di parchi a tutt’oggi ancora ipotetici. E si vogliono togliere i 100 metri di rispetto dall’Adige negli ultimi luoghi dove il rapporto tra il fiume e la campagna non era ancora stato interrotto. Viene poi previsto che 1.500.000 mq. di aree non realizzate possano essere ricollocate sul territorio con funzioni diverse. «Se il vecchio Pat era insufficiente sul sistema della mobilità–spiega Michele Bertucco, presidente di Legambiente Verona-. Con Tosi ci ha tolto tutti i dubbi: faranno solo strade ed autostrade».






