Delocalizzazione completa e non semplice riduzione del traffico low cost dall’aeroporto di Ciampino [Roma], «declassato» a «city airport»; realizzazione del terzo scalo a Viterbo, così come deciso dal governo; individuazione di un quarto scalo, nel sud del Lazio [in ballo ci sono Frosinone e Latina]. E’ il piano presentato questa mattina dal presidente Piero Marrazzo al consiglio regionale riunito in seduta straordinaria, in via della Pisana, dove ad ascoltarlo c’erano folte delegazioni di sindaci e presidenti delle tre Province, in guerra fra loro per accaparrarsi un aeroporto. «Dobbiamo guardare all’insieme della regione e non fermarci a questioni di campanile» ha detto Marrazzo, che ha fornito anche i numeri sui quali poggia il suo piano: nel Lazio, secondo le previsioni dell’Enac, nel 2040 ci saranno 115 milioni di passeggeri [per capire, il totale oggi in Italia è 123 milioni]. Un flusso mostruoso che ha il cardine nell’aeroporto intercontinentale di Fiumicino ma che, ha detto Marrazzo parlando del Lazio come la «regione del volo», non potrà essere soddisfatto solo da Viterbo. E chissà che dopo il terzo e il quarto, non spunti anche il quinto scalo. Intanto, i comitati dei cittadini continuano a battersi perché il traffico aereo sia ridotto ovunque: stasera, fiaccolata di protesta a Ciampino.
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