Roma ha bisogno di parcheggi. E così l’amministrazione ha espresso parere favorevole per la realizzazione di due megaparking: uno sotto il Pincio, a due passi da piazza del Popolo, l’altro nel quartiere Parioli, a piazzale delle Muse. Peccato che il primo si trovi sotto il più grande parco settecentesco della Capitale, il secondo in un’area che nel ‘96 l’allora ministro dei Beni Culturali Veltroni aveva definito «di rilevante interesse paesaggistico», tale da giustificare un secco no all’ipotesi di un parcheggio «che minaccia di sconvolgere un assetto orografico di grande interesse ambientale». Dopo otto anni, però, quanto affermato dal ministro Veltroni viene smentito dal sindaco Veltroni che con una delibera comunale sancisce la «cessione del diritto di superficie sull’area di piazzale delle Muse finalizzata alla realizzazione di un parcheggio interrato di 78.506 metri quadri». Anche sotto la collina del Pincio verrà realizzato un parking di 715 posti auto, per la cifra di 30 milioni di euro concessi all’impresa edile Sac. L’indignazione di urbanisti e di architetti di mezza Europa, e il ritrovamento di reperti archeologici, non sembrano essere un deterrente. Per questo Italia Nostra ha presentato un esposto alla magistratura in cui denuncia i gravi rischi che corrono la rampa del Valadier, i ritrovamenti archeologici e la terrazza del Pincio.






