Entra in vigore lunedì 9 dicembre il nuovo orario di Trenitalia, la società di trasporto del gruppo Ferrovie dello Stato. Non ci sono i tagli dei treni e media e lunga percorrenza che Mauro Moretti, amministratore delegato della holding, aveva minacciato di tagliare, se il governo non avesse stanziato nuovi fondi. Ma si tratta dell’ennesima stangata ferroviaria [annunciata per altro dal piano industriale del quinquennio 2007-2011 presentato prima dell’estate], che si abbatterà sui viaggiatori con un aumento medio dei biglietti del 15 per cento dal 1 gennaio 2008, ossia tra i 90 ed i 120 euro in più. Secondo le associazioni dei consumatori, «l’aumento rendera’ piu’ competitivo l’aereo e, nonostante il caro-benzina, incoraggerà ancora di più il popolo dei pendolari ad utilizzare le automobili». Dalle tabelle elaborate da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori si evince che «la politica tariffaria delle ferrovie, confusa, predatoria, forse ideata per perdere traffico, insostenibile per tante famiglie, è controproducente anche a salvaguardia dell’ambiente». Si annunciano ricorsi al Tar del Lazio, «a tutela di milioni di cittadini, che vedono peggiorare la qualità del servizio ferroviario, a fronte di aumenti medi del 10 per cento effettuati perfino ad agosto sui treni dei pendolari».






