Spazi aperti pavimentati, impianti sportivi e parcheggi sono gli interventi previsti dal progetto preliminare presentato dal Comune di
Roma per l’utilizzo futuro della tenuta di Tor Marancia. «Eccessivo, per il delicato ecosistema, l’impatto degli interventi per le aree
attrezzate — dice il Wwf Lazio, che chiede al Campidoglio di ripensare il progetto — Il rischio è che l’area più importante dal punto di vista naturalistico del parco dell’Appia venga trasformata in una sorta di ‘città del tempo libero’. Ci preoccupano le previsioni di fronte ai quartieri Sogno-Rinnovamento: non è pensabile che gli standard di verde per i nuovi insediamenti previsti su via di Grottaperfetta vengano scaricati sull’area protetta, compromettendone le stesse ragioni istitutive».
Sarebbe l’ultima beffa di una nobile battaglia ambientalista combattuta per salvaguardare Tor Marancia, 190 ettari di grande pregio naturalistico nel cuore della città. Indicata dal Prg allora vigente come edificabile, nel 2002 è stata inserita nel parco dell’Appia in cambio della costruzione, in altre aree della capitale, dei circa due milioni di metri cubi previsti [procedura contestatissima]. Ma le cubature a «compensazione» sono lievitate a oltre quattro milioni. Ora, per decenza, si dovrebbe evitare di riproporre il cemento a Tor Marancia.






