«Il momento di agire è adesso», ha dichiarato oggi il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon alla United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) in corso a Bali. Quella per il clima, ha detto Ki-Moon è «la sfida morale della nostra generazione» affermando anche come gli occhi del mondo siano puntati su i negoziatori dell’incontro di Bali.
I colloqui in corso puntano a dare il via a due anni di negoziati che avranno lo scopo di produrre un accordo su un nuovo patto globale e vincolante per la lotta contro il riscaldamento del pianeta, quando nel 2012 terminerà la prima fase del Protocollo di Kyoto. Gli Stati uniti a tre giorni dalla fine della Conferenza sui cambiamenti climatici continuano nella loro opera di ostruzionismo. C’è chi li accusa addirittura di boicottaggio dei lavori, come il neo premio nobel Al Gore anche se dice di sperare che «cambino atteggiamento». In realtà sembra che gli Stati uniti abbiano già deciso: «ridurre globalmente le emissioni inquinanti del 25-40 per cento entro il 2020», come recita uno dei documenti, è per loro inaccettabile. Sembrano pensarla così anche il Canada, il Giappone e la Russia.






