Il ministero della pubblica istruzione e le compagnie di telefonia mobile [Telecom, Wind, Vodafone, 3Italia] hanno sottoscritto, la scorsa
settimana, una dichiarazione di intenti per sensibilizzare i ragazzi sul fenomeno del bullismo nelle scuole. «Una iniziativa quanto mai
inopportuna – dice Giuseppe Teodoro, coordinatore dei comitati romani contro l’elettrosmog – Se, infatti, l’obiettivo dichiarato è quello di educare i giovani fruitori sul corretto uso del telefonino nelle scuole, prima di coinvolgere i rappresentanti dell’industria delle
telecomunicazioni, il cui unico interesse è ovviamente quello di incentivare il proprio mercato, il ministro Fioroni farebbe bene a
domandarsi fino a che punto l’uso smodato dei telefonini può nuocere alla salute dei ragazzi». L’iniziativa dei comitati è finalizzata a
sottolineare quanto siano preoccupanti, non meno del fenomeno del bullismo, l’installazione di antenne e ripetitori sopra o accanto a
istituti scolastici [Roma vanta un triste primato] e la promozione dell’uso della tecnologia internet senza fili [wi-fi] nelle scuole.
Ciò ha portato, in molti comuni italiani [Roma compresa], all’allestimento di vere e proprie centrali elettromagnetiche all’interno delle aule scolastiche affidandosi alle multinazionali delle telecomunicazioni.






