Della diossina che sta uccidendo le greggi campane non si deve parlare. Di quel veleno che intossica il terreno e arriva sulle nostre tavole attraverso le carni, la frutta, la verdura e il latte si deve tacere.
Ieri mattina la famiglia Cannavacciuolo è stata vittima di un avvertimento attraverso un assalto ai loro cani: uno di essi è stato ritrovato ammazzato con più pallottole in corpo, gli altri bastonati. Un avvertimento camorristico, avvenuto a seguito della messa in onda del servizio su rifiuti e diossina in Campania su «La7».
Enzo, figlio di un pastore acerrano, è proprietario di centinaia di pecore agonizzanti a causa degli spaventosi livelli di inquinamento da diossina del terreno in cui esse pascolano, collocato all’interno del «triangolo della morte», Acerra-Nola-Marigliano. Un territorio devastato dai continui sversamenti di rifiuti tossici industriali, soprattutto ad opera delle ecomafie. Anche Enzo e suo fratello hanno livelli altissimi di diossina nel sangue ma sono stati esclusi dal campione del monitoraggio avviato a livello provinciale.
Tags assegnati a questo articolo: ambiente






