Hanno provato ad impedire il dibattito, rinviare il voto, far saltare la seduta consiliare, ma alla fine si sono dovuti arrendere: il consiglio del Municipio IV [zona Montesacro, nord est della capitale], a larga maggioranza, ha respinto la delibera comunale 218 che prevedeva il cambio di destinazione d’uso di oltre un milione di metri cubi di costruzioni, da servizi a residenziale privato, in deroga al Piano regolatore approvato solo tre anni fa. Un risultato inaspettato, che giunge dopo due giorni di mobilitazione, davanti alla sede del municipio, promossa dai comitati, centri sociali, movimenti di lotta per la casa, associazioni ambientaliste del territorio.
La maggioranza di centrosinistra si è spaccata: da una parte, il partito democratico, che ha giocato la carta degli «oneri concessori» [la quota di interventi a carico dei privati] per giustificare una operazione di speculazione senza precedenti; dall’altra, le forze politiche di sinistra e il presidente della giunta, il verde Cardente, che ha respinto fino all’ultimo le avances degli assessori comunali, pronti ad offrire qualche milione di euro in più come «compensazione» a disposizione del Municipio. La vetrina di Veltroni inizia a incrinarsi.






