Roma città aperta alle antenne

Il sistema di monitoraggio dei campi elettromagnetici a Roma è inadeguato e i dati forniti dal Comune sui livelli registrati nella capitale sono inattendibili. E’ il commento inappellabile del coordinamento dei comitati romani contro l’elettrosmog all’annuncio fatto in questi giorni, con la solita enfasi mediatica, dal sindaco Walter Veltroni a proposito delle misurazioni dell’elettromagnetismo: «I cittadini possono stare tranquilli, Roma è una città sicura dal punto di vista delle emissioni… I valori medi sono lontani dalla soglia di preoccupazione. I dati sono rassicuranti per la qualità della vita e per la salute». E giù i numeri su centraline, misurazioni e monitoraggi
della rete di controllo, nata da un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2004 tra il Comune e, guarda caso, le società concessionarie di
telefonia mobile; a validare i dati è l’Arpa Lazio. «Ci chiediamo come questi valori possano rivelarsi attendibili in una città che vanta il
primato europeo per numero di antenne di telefonia mobile, oltre 2.600 – dice il coordinamento – Per non parlare di decine di chilometri di cavi dell’alta tensione, centinaia di cabine elettriche, decine di potenti antenne radio Tv disseminate senza alcun piano regolatore e, infine, di Radio Vaticana, ovvero il più potente centro di trasmissione radio del mondo». www.noelettrosmogroma.org

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