Il consiglio comunale di Trieste ha approvato all’unanimità una mozione che chiede un impegno alla giunta sulla gestione delle reti idriche e in particolare sul tema della dispersione, oltre alla possibilità di utilizzare l’acqua potabile in sostituzione dell’acqua minerale confezionata in bottiglie di plastica. Il gestore della rete idrica a Trieste è AcegasAps, una holding attenta innanzitutto alle dinamiche di mercato piuttosto che a corretti e puntuali interventi di manutenzione [la rete idrica della città presenta una dispersione del 38 per cento circa]. La mozione contiene inoltre la proposta di incentivare l’utilizzo dell’acqua di rubinetto come acqua potabile in alternativa all’acqua delle bottiglie di plastica, con il doppio vantaggio di un risparmio per i cittadini ed un efficace intervento sul recupero dei rifiuti.
«Di fronte agli effetti tangibili di un sistema economico iniquo e insostenibile – sostiene il consigliere comunale dei Verdi Alfredo Racovelli – è responsabilità collettiva tutelare e garantire l’accesso equo e globale a questa risorsa vitale, solidarizzando con le realtà italiane e mondiali protagoniste di vertenze territoriali in difesa dei beni comuni». L’iniziativa triestina rappresenta una tappa importante di un percorso comune che parte dai territori, per la costruzione di alternative dal basso al sistema di mercato. Un percorso che non può che declinarsi a partire dalla difesa del bene più prezioso per tutti gli esseri viventi, l’acqua.






