Intervista a Paolo Albano, procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere
"Si tratta di un disastro annunciato. Questo è il messaggio che abbiamo sempre mandato. La nostra Procura se ne occupa da quindici anni. Per noi è stata una priorità. Cosa che in precedenza non avveniva. Anche il legislatore aveva previsto per i reati di natura ambientale solo delle contravvenzioni di scarsa importanza. Fortunatamente dagli anni 80/90 si è iniziato a capire la gravità della situazione. Questa situazione gravissima è stata annunciata da anni. Ma purtroppo non è servito a nulla ordinare sequestri, arresti, denunciare questa situazione. C’era una sorta di sordità da parte della classe politica e degli amministratori. Si pensava che si potesse andare avanti anche se faceva comodo alla criminalità organizzata”
L’esercito serve?
”Solo in questo momento per la rimozione e lo spostamento dei rifiuti. Non vedo altra funzione che questa. Affrontare l’emergenza. E spostare questa massa enorme di rifiuti”.
Sappiamo che fra chi protesta c’è il cittadino convinto e chi lo manovra per conto della camorra…
“La camorra, sicuramente, sta fomentando la protesta, si sta inserendo fra i manifestanti. Si parlava nelle scorse ore di incappucciati, elementi violenti. Soprattutto contro le forze dell’ordine. Poi c’è la massa di gente in buona fede che cerca di difendere il proprio territorio. Anche perché c’è una grande paura per il diffondersi di malattie. Da parte delle organizzazioni criminali c’è un interesse economico così forte, perché hanno il timore che un intervento centrale possa far perdere tutti quei privilegi che si sono accumulati in questi anni. La gestione commissariale è stata pessima, perché non organizzata: non è stata realizzata la raccolta differenziata, le ecoballe non erano idonee al riciclaggio, non sono stati costruiti i termovalorizzatori. Il ciclo dei rifiuti era stato studiato in maniera sbagliata, senza sbocco finale. I rifiuti finivano con l’accumularsi. È evidente che la camorra si è inserita alla grande, visto il guadagno enorme. E adesso sta cercando in tutti i modi di fomentare le masse”.
Possiamo dire che la protesta viene strumentalizzata come fattore determinante dei prezzi. Emergenza vuol dire per i camorristi creare le condizioni per guadagnare di più.
“Sì. Quello che lei dice è vero: c’è una strumentalizzazione a fini speculativi”.
E la politica, possibile che non sappia nulla?
“Non tocca alla magistratura esprimere un giudizio e non voglio farlo. È la realtà che sta dicendo qual è il giudizio da dare alla classe politica regionale e non solo. È la realtà dei fatti, non è un giudizio soggettivo. Sta sulle strade: quel giudizio è scritto con i cumuli di immondizia”.
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