Petar Dimitrov, ministro dell’economia bulgaro, l’aveva promesso: entro l’anno si sarebbe sciolto il nodo sulla centrale nucleare di Belene. Con qualche giorno di ritardo oggi è arrivata la notizia che Russia e Bulgaria hanno siglato il contratto per la sua realizzazione, aggiudicato dalla società russa AtomstroyExport [GazProm]. La centrale avrà una capacità di 2mila megawat e alla sua costruzione parteciperà al 51 per cento la Compagnia elettrica nazionale bulgara e al 49 per cento un investitore privato, selezionato il prossimo luglio tra cinque aziende, tra le quali c’è anche l’italiana Enel.
Come sostengono quelli del movimento «BeleNè» [No alla centrale] la nuova centrale nucleare sarà uno degli impianti più pericolosi d’Europa, poiché è situato in una zona ad elevato rischio sismico, dove già nel 1977 un forte terremoto, a soli 14 metri dalla cittadina, provocò la morte di un centinaio di persone. Non solo, il progetto è un salto nel buio perché il tipo di reattore scelto non è stato mai costruito prima.






