Si chiama Nerone l’ultima operazione portata a termine dal Noe contro il traffico di rifiuti e lo smaltimento di scorie pericolose sui suoli a destinazione agricola nei dintorni di Napoli.
È un traffico ben noto che in tutti questi anni ha sversato un «compost» malsano, terra mista a scarti di lavorazione delle industrie [molte del nord], nelle campagne della regione. In questo caso si tratta di rifiuti contenenti rame reimmessi sul mercato dopo essere stati «trattati» mediante la triturazione abusiva in diversi impianti [Afragola, Caivano e Casoria]. Le parti in plastica «in eccesso» venivano poi bruciate direttamente su i terreni. La Coldiretti ha fatto sapere che si costituirà parte civile nei procedimenti sul traffico di rifiuti in Campania perché dice l’associazione, «bisogna impedire che lo smaltimento di rifiuti nocivi determini danni irreparabili all’ambiente che rischiano di pregiudicare anche lo sviluppo economico».
Intanto a Napoli, dopo l’occupazione di ieri, continua il presidio dei cittadini all’ex Manifattura Tabacchi di Gianturco, sito individuato dal piano di De Gennaro per lo stoccaggio dei rifiuti. E il super-commisario avverte dalle colonne de «Il mattino» di oggi: «Il piano non può rallentare a causa del parere contrario della gente. Bisogna lavorare affinché l’emergenza sia fra qualche tempo, solo un brutto ricordo».
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