«Non so cosa siamo venuti a fare qui. Ci hanno solo detto che due operai per ogni ditta dovevano venire oggi a Tarquinia», ha candidamente confessato un giovane operaio che, insieme a una quarantina di colleghi, ieri si è ritrovato a manifestare in favore del carbone davanti al palazzo comunale di Tarquinia. Ma non è la sola cosa curiosa capitata. L’altra è che, per tutta la durata del sit in, c’è stato un black out elettrico che ha creato non pochi disagi in città: cominciato all’inizio della manifestazione, è casualmente finito alla sua conclusione, dopo l’incontro con il sindaco Mauro Mazzola, da sempre contrario all’uso del carbone nella centrale dell’Enel a Civitavecchia [distante solo pochi chilometri in linea d’aria]. «Una strana coincidenza–hanno detto in città–Anche le attività commerciali sono rimaste senza energia elettrica e ora chiediamo che su questa grave casualità sia fatta piena luce». Per parlare con gli operai si sono avvicinati alcuni No coke [il movimento che da anni si oppone alla riconversione a carbone della centrale Torre Valdaliga nord di Civitavecchia]. «Difendiamo insieme la salute dei cittadini e dei lavoratori e chiediamo che tutti siano periodicamente sottoposti ad apposito screening per cercare le tracce di arsenico» è l’appello che hanno lanciato.






