Un bel colpo per i polmoni dei lombardi. Questa mattina c’è stato un incontro tra regione, provincia e comune di Milano, presenti i presidenti Formigoni, Penati e per il comune l’assessore all’arredo urbano Cadeo. Sul tavolo la costruzione di un nuovo inceneritore per Milano e provincia. «Un confronto positivo e rapido, per prendere nuove decisioni e garantire una volta di più l’autosufficienza di tutte le province lombarde e in particolare quella di Milano». Entro 15 giorni verrà presa la decisione finale, anche se l’unico dubbio sembra essere quello sul dove si costruirà il termovalorizzatore. «Ho trovato un’apertura assoluta di tutte le istituzioni. Andiamo avanti in quella direzione» ha detto alla fine Formigoni. In provincia la maggioranza di centrosinistra di Penati è spaccata: rifondazione, verdi e comunisti italiani non vogliono sentir parlare di nuovo inceneritore. Dalle tre istituzioni nessuna parola su riduzione e differenziazione dei rifiuti, anzi, le previsioni parlano di 500 mila tonnellate in più all’anno da smaltire entro il 2011. Un dato su tutti, a Milano la raccolta differenziata è ferma a poco più del 30 per cento [nonostante la legge imponga il target del 40 per cento].
Oggi in Lombardia è arrivato anche il ministro Di Pietro a rassicurare il suo amico Formigoni. Il rischio è che, con la crisi di governo, possano saltare le infrastrutture promesse: Bre.Be.Mi, tangenziale est esterna, pedemontana, alta velocità.






