Tensione alta ai presidi tra polizia e manifestanti

Le proteste si sono molteplicate oggi nel napoletano. Dopo lo sgombero del presidio nell’ex Manifattura Tabacchi, operato dalla polizia nelle prime ore della mattina, i residenti della zona Gianturco, nell’area orientale di Napoli, si sono mobilitati. Il presidio si è spostato davanti ai cancelli e qualche centinaio di persone si sono radunate lì. Protestano contro l’allestimento di un sito di stoccaggio nell’ex Manifattura Tabacchi e denunciano la «barzelletta della temporaneità». «La presenza di amianto nell’ex Manifattura–spiega Tania, del centro sociale Officina 99–inquinerà le 39 tonnellate di rifiuti che il supercommissario Gianni De Gennaro ha detto oggi di voler depositare nel sito, impedendo così il loro successivo incenerimento o il loro spostamento». Alle cinque è prevista una manifestazione. E anche venerdì ci sarà un corteo, da piazza del Gesù alla prefettura.
I cittadini di Marigliano, che stanno presidiando da giorni il sito in cui dovrebbe sorgere un’area di stoccaggio per i rifiuti in base al piano De Gennaro, hanno rotto il blocco organizzato davanti alla discarica e sono entrati nell’area questa mattina. In testa al corteo, c’erano i sindaci del comprensorio nolano e il primo cittadino di Marigliano, Felice Esposito Corcione, con gonfaloni e fasce tricolori. I manifestanti erano circondati dalle forze dell’ordine, in tenuta antisommossa. «Sono stato malmenato, calpestato e strattonato, nonostante avessi la fascia di sindaco», ha dichiarato il sindaco. «La situazione diventa sempre più ingestibile–ha detto Corcione–è ancora peggio di quanto avvenuto ieri. Poliziotti e carabinieri sono in assetto antisommosa, con scudi e caschi e sta accadendo di tutto». Corcione chiede, insieme agli altri sindaci del Nolano, l’autodeterminazione. Un provvedimento necessario perché soltanto governando sul territorio si possono «conoscere le reali esigenze della comunità». Nel frattempo, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha garantito almeno 20 milioni di euro in più per il commissario dell’emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro.

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