Il comitato contro il rigassificatore di Taranto ha presentato ieri durante le audizioni del Comitato regionale per la Valutazione di Impatto ambientale [Via], un documento tecnico di 25 pagine in cui spiega le ragioni per cui si oppone alla proposta di un rigassificatore della Gas Natural, multinazionale per l’approvvigionamento del gas. Il rigassificatore dovrebbe sorgere sul porto a soli 775 metri da una raffineria Agip-Eni, in una zona protetta dal Piano Regolatore Portuale approvato dal Consiglio Comunale, che non prevede «aree destinate ad ospitare un rigassificatore» sul territorio jonico, dichiarato dall’Organizzazione mondiale della sanità, «territorio ad alto rischio di crisi ambientale». Le audizioni, a cui sono stati invitati a partecipare Gas Natural, comune, regione, sindacati, ambientalisti e autorità portuali, si sono svolte a porte chiuse. Al comitato contro il gassificatore di Taranto e ai giornalisti presenti è stato vietato assistervi. Gli ambientalisti lamentano una limitazione della trasparenza di consultazioni ad interesse pubblico. «Persino i processi in tribunale si tengono a porte aperte consentendo al pubblico di assistere», hanno sottolineato gli attivisti.






