Un Piano in extremis, prima delle dimissioni

«Si va, purtroppo, verso lo scioglimento anticipato delle camere e verso elezioni. Darò le dimissioni subito dopo l’approvazione del piano regolatore»: con queste parole, questa mattina, Walter Veltroni ha dichiarato che l’approvazione del Piano sarà l’ultimo atto del consiglio comunale e della giunta. Già ieri, Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Partito democratico, aveva annunciato la decisione del sindaco durante la conferenza stampa in cui è stato firmato l’atto di pianificazione del Prg. «Era dai tempi del sindaco Nathan – ha detto Veltroni–che il consiglio comunale non approvava un piano regolatore generale. E’ merito di tutta l’amministrazione e di tutta la città». Ma la città dei comitati, delle associazioni e dei movimenti di lotta per la casa, in virtù delle numerose varianti e deroghe al Piano adottato nel 2003 [una su tutte, la «delibera Bufalotta»], chiede invece al consiglio comunale di non approvare il testo. «Questo Piano regolatore – si legge in un appello cittadino–non ha più niente a che fare con gli elaborati trasmessi alla Regione Lazio due anni fa, essendo stati stravolti dai continui accordi di programma in deroga al progetto originario».

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