I No Tav non mollano. Non si pentono. Anzi, dicono, hanno deciso una nuova strategia «per contrastare l’avvio dei cantieri».
Con 15 euro a testa compreranno un metro quadrato di terreno sul quale uscirà il tunnel di base della Tav Torino-Lione. Così saranno in mille, cinquemila o addirittura diecimila i proprietari di quei terreni, scelti a macchia di leopardo, che dovranno essere espropriati e occupati temporaneamente nel caso in cui iniziassero i lavori.
Questo complicherà e di molto le cose. La ditta che dovrà eseguire i lavori e quindi installare il cantiere sui terreni dovrà infatti inviare migliaia di comunicazioni ai nuovi proprietari che potranno ispezionare i lavori. «Un fiume di gente che avrà il diritto di trovarsi sul posto in qualunque momento e nonostante qualunque forza di polizia o esercito», si legge sul manifesto che convoca per oggi pomeriggio a Chiomonte nei locali del punto informativo No Tav [ore 17] una conferenza stampa che illustrerà l’iniziativa.
Mentre mercoledì 13 febbraio, in concomitanza con il tavolo politico sulla Tav che si terrà a palazzo Chigi, dalle 16,30 in poi i No Tav hanno organizzato una manifestazione a Condove, piazza Martiri della Libertà, per ricordare anche la raccolta delle 32mila firme di contrarietà a qualunque ipotesi di nuovo tunnel, a qualunque ipotesi di nuova linea Torino-Lione.






