Alle 16 ora italiana scade l’ultimatum che rischia di lasciare l’Ucraina a corto di gas naturale. Il colosso energetico russo Gazprom ha minacciato di ridurre del 25 per cento le forniture di gas se il governo di Kiev non pagherà una bolletta da 1,5 miliardi di dollari. Per evitare una nuova crisi energetica, il presidente ucraino Viktor Yushenko è volato martedì mattina a Mosca, per un colloquio con Vladimir Putin. Il governo ucraino contesta i dati di Gazprom e inoltre vorrebbe che il pagamento andasse direttamente alla società russa, senza passare per la RosUkrEnergo, una società mista che il governo ucraino considera «ostile». Nonostante le assicurazioni di Gazprom, che sostiene che non sono a rischio le forniture per l’Europa occidentale, è concreto il pericolo che si ripeta quanto avvenuto nel 2006, con la riduzione dei trasferimenti di gas anche ad altri paesi, Italia inclusa. Dietro la disputa, poi, c’è il difficile rapporto tra Kiev e Mosca, che non guarda di buon occhio alla politica «europea» della coalizione ucraina al governo.






