Non si ferma la furia impiantistica sul territorio viterbese. Non bastano le centrali elettriche a olio combustibile [Torre Valdaliga sud a Civitavecchia e l’altra a Montalto di Castro] e a carbone [Torre Valdaliga nord a Civitavecchia], attive ormai da anni nei comuni confinanti. Ora c’è anche quella a biomasse proposta nel comune di Barbarano. «E’ giusto l’allarme lanciato dalla sezione italiana dell’associazione medici per l’ambiente, la prestigiosa Isde, sulla irragionevole disponibilità dell’amministrazione provinciale di Viterbo a lasciar realizzare nel proprio territorio centrali di produzione di energia elettrica in cogenerazione da biomasse», dice il Centro di ricerca per la pace di Viterbo. La stessa denuncia è stata lanciata nei giorni scorsi dal comitato Coipiediperterra, che si batte contro la realizzazione nella Tuscia del terzo scalo aeroportuale del Lazio. Tutti provvedimenti, dicono associazioni e comitati locali, che aprono la via a una nuova aggressione alla salute e all’ambiente con la realizzazione nel viterbese di impianti e opere inquinanti con gravi conseguenze per l’ambiente e la salute delle persone.






