Bassolino si rimpasta. I comitati manifestano

Come da copione ecco il rimpasto.
Ieri sera il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, ha varato una nuova Giunta così come suggerito dalla maggioranza e dai partiti della sinistra, Rifondazione in testa.
Quello che non è riuscito a fare l’emergenza rifiuti nella Regione è riuscito ad ottenerlo l’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere che ha visto il coinvolgimento di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale e moglie dell’ex ministro della giustizia, e di due assessori alla Regione dell’Udeur, Andrea Abbamonte e Luigi Nocera, dimessi dopo il coinvolgimento nell’inchiesta della Procura della Repubblica.

Gli assessori ad essere stati sostituiti sono in tutto cinque. Oltre Abbamonte e Nocera ci sono Rosetta D’Amelio, Pd, Marco Di Lello, Sdi e Teresa Armato, Pd], a cui si avvicendano 5 tecnici: Mariano D’Antonio [Bilancio], Domenico De Masi nominato di recente presidente del Parco nazionale del Cilento [turismo e beni culturali], Walter Ganapini appena dimesso dalla carica di presidente di Greenpeace Italia, all’ambiente, Nicola Mazzocca [università e ricerca scientifica] e Alfonsina «Lilli» De Felice, professoressa di diritto del lavoro all’università Federico II e presidente dell’Ato 3 Sarnese-Vesuviano, alle politiche sociali.
Walter Ganapini questa mattina ha rassegnato le dimissioni dall’associazione ambientalista con un messaggio al suo staff che lo ha ringraziato per il lavoro svolto e gli anche fatto gli auguri per «il nuovo e difficile incarico – si legge nel comunicato stampa–La Campania guadagna un tecnico di prim’ordine, mentre Greenpeace nominerà al più presto un nuovo presidente».
Ganapini, nemico giurato degli inceneritori, è un chimico, è stato presidente dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente [Anpa] e anche consulente per l’emergenza rifiuti di Bassolino. Ganapini ha detto: «Dimostrerò a Bassolino che una corretta gestione del ciclo dei rifiuti è in antitesi con i termovalorizzatori. In un anno doterò il territorio delle pratiche e delle infrastrutture necessarie a garantire prestazioni ambientali di minimo sapore europeo, a partire dal tema rifiuti».

Cosa ne sarà adesso dell’inceneritore di Acerra [altri 25 mila ero stanziati]? E dei Cip6? Di certo il neo assessore ha già espresso da tempo cosa ne pensa. Proprio pochi giorni fa sul Corriere del Mezzogiorno si era pronunciato sulla sua inutilità. Ganapini punterebbe invece sulla raccolta differenziata: «A Napoli e tra le province partenopea e casertana partiremo con una nuova modalità, intervenendo sulle grandi utenze per la carta e gli imballaggi. Poi una manutenzione moderna dei sette Cdr che ci sono in Campania e la creazione delle strutture».
Di certo c’è prima dell’avvio dei lavori per la realizzazione dell’impianto si dovrà portare a termine la gara per l’affidamento dei lavori e individuare anche una discarica di servizio.

Oggi a Gianturco dalle 16,30 i cittadini e gli studenti sono in piazza per dire no alla bomba ecologica nella Manifattura tabacchi e cioè alle 39 mila «ecoballe» che il piano anticrisi del super-commissario De Gennaro vorrebbe «momentaneamente» piazzare all’interno del capannone. «Una vera bomba ecologica perché si trova in mezzo all’abitato, sopra una falda acquifera superficiale collegata al fiume Sebeto, vicino all’amianto e ai depositi di benzina della Q8», dicono quelli del Comitato cittadino Napoli Est [comitatonapoliest@gmail.com] che invece propongono l’avvio di una seria raccolta differenziata porta a porta e l’istituzione delle isole ecologiche.
E sabato 23 Napoli ospiterà in piazza Dante, dalle 12 a mezzanotte, il «Giorno del Rifiuto» finanziato con un euro pro capite da chi vorrà partecipare. Tra le prime adesioni: Franca Rame, Alex Zanotelli, Maurizo Pallante, Paul Connet, Alessandro Iaculelli, e tanta musica con Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Sasà Mendoza and quartet jazz, Spakka-Neapolis 55 e tanti altri.

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