Il Movimento di emancipazione del Delta del Niger ha inviato una comunicazione, al governo nigeriano e alle agenzie di stampa internazionali, per chiedere una «prova in vita» di Henry Okah, uno dei leader del movimento di guerriglia, arrestato a settembe in Angola ed estradato una settimana fa in Nigeria. Martedì infatti si era diffusa la notizia che Okah sarebbe morto, forse per le torture subite in Nigeria. Il governo nigeriano ha smentito e ha detto che Okah è «sotto custodia». Il Mend, che dal 2006 ha aumentato gli attacchi contro le multinazionali petrolifere attive nella regione del Delta del fiume Niger, chiede che Okah possa vedere i familiari, il suo avvocato o un rappresentante della Croce rossa internazionale. In caso di diniego, i guerriglieri minacciano una serie di attacchi a larga scala sulle infrastrutture petrolifere del Delta, da cui proviene il 98 per cento del greggio della Nigeria [ottavo esportatore mondiale di petrolio]. Okah, che secondo alcuni sarebbe il portavoce del Mend, conosciuto con lo pseudonimo di Jobo Gbomo, è stato arrestato in Angola con l’accusa di traffico internazionale di armi.






