La gestione diretta della camorra nel traffico dei rifiuti, provata per la prima volta nel corso dell’operazione Ecoboss «non può costituire un alibi nei confronti di altri personaggi che hanno le loro responsabilità». Sono parole del procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore che si aggiungono a quelle dei pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera che hanno spiegato come i rifiuti, in gran parte provenienti dalla Lombardia ma anche da Porto Marghera, sono stati interrati dalla camorra nel casertano «con la complicità di altri soggetti, anche figure istituzionali».
E di sostanze nocive sversate sul territorio campano si parlerà oggi pomeriggio in un convegno a palazzo Palumbo di Giugliano [Na] alle 18 nel corso del quale saranno presentati gli interventi di bonifica disposti dal ministero dell’ambiente. «Sono circa quindici anni che il nostro territorio è sottoposto ad un vero e proprio stress ambientale. Gli sversamenti vari di sostanze nocive e la questione rifiuti hanno creato enormi danni ambientali ed è giunto il momento di correre ai ripari», ha commentato il sindaco del comune Francesco Taglialatela.
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