Sul lungomare di Roma vogliono realizzare un Polo Natatorio in vista dei mondiali di nuoto. Peccato, però, che la struttura non potrà essere utilizzata dagli atleti visto che l’impianto non sarà ultimato in tempo entro il 2009. Allora perché realizzare un’opera considerata inutile, dispendiosa e di consistente impatto ambientale? A chiederselo sono molti. «Il progetto del Polo Natatorio – dice Luca Fagiano del Vittorio Occupato – è stato deciso senza neppure l’ombra della partecipazione attraverso una procedura d’urgenza giustificata dalla necessità di garantire agli atleti strutture dove allenarsi. Eppure, sul nostro territorio, si terranno soltanto le competizioni di nuoto a mare. Non crediamo che una nuova ed ingiustificata colata di cemento sul lungomare possa essere considerata una ‘operazione di riqualificazione’. E’ invece un’opera dannosa ed inutile, che sarà fra l’altro chiusa e inaccessibile ai cittadini e che per 15 o 20 anni rimarrà in gestione al Coni. Se si ritiene necessario costruire nuovi impianti sportivi lo si faccia sulle aree destinate dal nuovo Prg alla realizzazione di tali servizi e con la garanzia di una gestione pubblica e sociale degli impianti. Se non esiste più l’urgenza di mondiali di nuoto, abbiamo tutto il tempo per una discussione pubblica e partecipata sul futuro del litorale».






