I cittadini no-coke dell’alto Lazio non mollano sul carbone della centrale Enel a Civitavecchia e rilanciano, dopo la delusione patita all’ultimo consiglio comunale aperto che si è svolto a Tarquinia [Viterbo]. «E’ stato brutto lo spettacolo della resa del sindaco e dei medici consiglieri, incapaci di ottenere almeno la richiesta di una nuova valutazione d’impatto ambientale», dicono i cittadini, che hanno dato vita al Comitato civico per la difesa della salute e dell’economia. Vogliono promuovere azioni concrete contro la centrale a carbone e hanno coinvolto organizzazioni del commercio, del turismo, dell’agricoltura e molti medici di famiglia. Sono consapevoli dei danni sanitari ed economici prodotti dal carbone alle comunità locali, ma temono anche il degrado morale dei responsabili della riconversione. «E’ della scorsa settimana la notizia che l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, è indagato – dice il Comitato–Così, prima di lui, i vertici di Enel: Franco Tatò è stato condannato per l’inquinamento provocato dalla centrale di Porto Tolle; Paolo Scaroni ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione per una storia di mazzette legate agli appalti nelle centrali». E il Comitato annuncia iniziative pubbliche e azioni legali per il risarcimento a singoli e gruppi dei danni provocati dalle centrali. www.nocoketarquinia.splinder.com






